Il futuro con l’Intelligenza Artificiale: nuove professioni e competenze

AI e futuro del lavoro

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L’Intelligenza Artificiale (AI) sta ridefinendo la società odierna in un modo che non avremmo mai previsto. Questa tecnologia permette di sbloccare il nostro smartphone semplicemente con il nostro volto, consente di porre domande e ricevere risposte vocali da assistenti virtuali e riesce a smistare la mail o i ticket di assistenza, indirizzandoli nella giusta direzione e in totale autonomia.

L’AI è diventata così comune nel nostro quotidiano che spesso ci si dimentica con facilità che, solo un decennio fa, ne esistevano veramente pochi di esempi simili.

Tuttavia, l’impatto dell’Intelligenza Artificiale non si limita semplicemente alla capacità di facilitare la vita delle persone. Infatti, gli algoritmi AI sono infatti stati sviluppati anche per avere un impatto positivo su quasi tutti i settori del lavoro: la semplificazione dei processi aziendali, il miglioramento della customer experience, l’automatizzazione e l’ottimizzazione di task manuali e ripetitive (e noiose), l’esecuzione di compiti che non erano possibili fino a qualche anno fa.

Man mano che questa tecnologia continuerà ad avanzare e progredire, avrà sempre un impatto maggiore in tutti i settori e nella vita di tutti noi.

 

Che impatto avrà l’AI sulle nostre vite?

Come tutti i grandi cambiamenti tecnologici, l’Intelligenza Artificiale porterà a scosse e ripercussioni, con alcuni scenari che sono destinati a cambiare se non addirittura a essere capovolti.

 

L’AI distruggerà alcuni lavori, ma ne creerà di nuovi

Esiste quel pensiero secondo il quale l’introduzione dell’AI sarà una catastrofe per i lavoratori. Ma bisogna sempre ricordarsi che, ad esempio, la stragrande maggioranza dei lavori che ci sono oggi negli Stati Uniti non esisteva nel 1940.

Il rischio che esiste, però (e non si può negare), è quello che effettivamente ci saranno professioni penalizzate da questa rivoluzione tecnologica. Ma è una situazione già accaduta in passato: come già successo per Internet, per il quale inizialmente molti erano scettici e che oggi è una tecnologia che ha creato milioni di posti di lavoro (e oggi rappresenta il 10% del PIL degli Stati Uniti).

 

L’istruzione e la riqualificazione delle competenze saranno determinanti

L’AI spinge verso un miglioramento e una specializzazione delle conoscenze e delle capacità dei singoli lavoratori. Questo è un tema sociale e di interesse generale, visto che spesso i singoli non hanno la possibilità di ricevere una formazione adeguata.

È fondamentale prevedere una migliore e continua formazione del personale, anche mediante investimenti privati. Un’azione che dovrebbe essere considerata dalle aziende come un investimento per il futuro, non al contrario una spesa.

La formazione, infatti, non va a vantaggio solo dei dipendenti e dei loro datori di lavoro, ma anche dell’economia e della società mondiale.

 

Gli effetti di una nuova tecnologia

Una nuova tecnologia, come lo è ora l’Intelligenza Artificiale, non deve essere demonizzata. Devono essere tenuti in considerazione i rischi che essa potrebbe avere, ma ci devono essere risposte adeguate da parte dalle istituzioni politiche.

La tecnologia deve essere contestualizzata, e sfruttata per le grandi possibilità e scenari che essa può offrire a tutti quanti noi.

 

Nuove professioni e nuove competenze

A fronte del massiccio sviluppo tecnologico dato dall’Intelligenza Artificiale, il mondo del lavoro è in continuo mutamento. La pandemia di Covid-19 ha radicalmente modificato e accelerato la diffusione delle forme di lavoro flessibili e lo smart working, un cambiamento a cui sono state obbligate le aziende e che avrà impatti nel medio e nel lungo periodo.

Allo stesso tempo, sono nate nuove professioni che richiedono l’acquisizione di competenze specifiche, in particolar modo di quelle digitali.

Il rapporto 2020 “The Future of Jobs” del World Economic Forum prevede che l’adozione dell’AI da parte delle aziende porterà entro il 2025 ad un’inevitabile trasformazione modificando posti di lavoro e competenze.

I datori di lavoro stimano che entro il 2025, ci sarà un decremento dal 15,4% al 9% del personale che svolge ruoli superflui, mentre nuove professioni subiranno un incremento dal 7,8% al 13,5%. Sulla base di queste cifre, è possibile stimare che entro il 2025, 85 milioni di posti di lavoro saranno sostituiti dalle macchine, mentre 97 milioni di nuovi posti di lavoro potrebbero essere creati. Supportando l’Intelligenza Artificiale verranno create nuove professioni e i lavoratori acquisiranno nuove competenze.

 

Quali saranno le professioni del domani?

Per essere presenti nel nuovo mondo del lavoro serviranno dunque specializzazioni e competenze digitali. Poiché in questa rivoluzione l’elemento che crea valore è l’informazione digitale, tutte le professioni avranno in comune la capacità di raccogliere, analizzare e processare dati. Sarà fondamentale essere in grado di utilizzare e saper comunicare attraverso i nuovi strumenti digitali, ma anche automatizzare i processi aziendali.

Possiamo dividere quelle che saranno le professioni del futuro in tre gruppi:

  • Trattamento e analisi delle informazioni e cybersecurity: big data scientist, data architect, chief information security officer, data protection officer, esperti di AI, blockchain.
  • Progettazione e gestione di applicazioni associate ai nuovi media e ai social network: growth hacker (si pone come obiettivo quello di migliorare i processi di vendita, aumentando il traffico e le conversioni da visite al fine di trasformare quanti più visitatori in clienti), UX designer (esperto in user experience), UI designer (sviluppatore di interfacce utente), digital copywriter, social media analyst, community manager, esperti di SEO e di digital marketing.
  • Nuove tecnologie e automazione dei processi produttivi e logistici: IoT, tecnologie additive, robotica, realtà aumentata, nanotecnologie, biotecnologie.

Ogni anno cresce sempre più la richiesta di nuove professioni legate alla trasformazione digitale. La creazione di nuovi posti di lavoro riguarderà in particolare nuove specializzazioni: si stima che il 65% dei ragazzi che oggi studiano avranno delle mansioni che ancora non esistono.

Secondo il World Economic Forum, saranno tre gli ambiti in cui si svilupperà il futuro del mercato del lavoro:

  • Automazione e ottimizzazione dei processi e delle attività aziendali;
  • Cooperazione esseri umani-robot per una migliore efficienza;
  • Nuove professioni nel digitale.

Non solo competenze tecniche, ma anche soft skill. Infatti, oltre a doversi necessariamente formare e rimanere aggiornati sulle tendenze del mercato, il professionista del futuro dovrà fare attenzione ad acquisire alcune specifiche competenze “soft” complementari alle competenze tecnologiche. Quali saranno le più richieste? Il personal branding, il networking, le capacità di problem-solving, l’empatia e la capacità comunicativa, la proattività e la capacità di gestire lo stress.

 

Quale futuro ci aspetta?

Quello che si prospetta nel breve-medio termine sarà un mercato del lavoro contrassegnato da professionisti iper-qualificati e competenze molto verticali . Uno scenario in cui i nuovi occupati dovranno saper stare al passo con i tempi dettati dall’avanzare di tecnologie come l’Intelligenza Artificiale e l’automazione industriale, che contribuirà a generare su scala globale decine di milioni di nuovi posti di lavoro mandando contemporaneamente “in pensione” alcune professioni ormai obsolete.

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