Il futuro è Open Source: cos’è e quali vantaggi offre alle aziende

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Indice

Nata come una tendenza interna al mondo informatico, i software Open Source vengono utilizzati tantissimo nella vita quotidiana di tutti noi. Molte persone ne avranno già sentito parlare, ma vengono usati ugualmente e in modo inconsapevole anche da coloro che non conoscono questa tipologia di software.

Le aziende hanno acquisito una maggiore consapevolezza. L’adozione dell’Open Source è infatti in continuo e costante aumento, e il risultato principale è che ricopre sempre più un ruolo centrale nel modo in cui le imprese agiscono.

Una ricerca condotta da OpenLogic Open Source Initiative (OSI) sullo stato del software Open Source nel 2022 rivela che, lo scorso anno, il 77% delle aziende ha aumentato il proprio utilizzo di software Open Source. Tra i principali vantaggi indicati dalle aziende intervistate: accesso all’innovazione, modernizzazione e miglioramento continuo delle tecnologie aziendali, riduzione dei costi, capacità di trovare e risolvere bug e malfunzionamenti più facilmente, maggiore sicurezza e riduzione dei rischi.

Ma facciamo un passo indietro. Cos’è un software Open Source?

 

La definizione di Open Source

Il termine Open Source indica quella tipologia di software il cui codice sorgente viene rilasciato con una specifica licenza che lo rende accessibile pubblicamente. Chiunque può quindi vederlo, modificarlo e distribuirlo liberamente secondo le proprie necessità.

Sviluppato tramite un approccio decentralizzato e collaborativo, si basa sulle revisioni effettuate da sviluppatori e professionisti IT e sul lavoro della community che utilizza il prodotto. In questo modo, chiunque può prendere spunto dal codice sorgente, copiarlo tutto o solo in parte per poi utilizzarlo in altre applicazioni.

Inoltre la community può contribuire al progetto, trovando eventuali criticità da correggere oppure scrivendo del codice aggiuntivo che può eventualmente essere integrato all’interno del progetto principale per aggiornarlo e migliorarlo.

A differenza dei software proprietari, le soluzioni Open Source risultano essere più economiche, flessibili e longeve.

Ricapitolando, un software è considerato Open Source se è disponibile gratuitamente in forma di codice sorgente, con l’utente che può quindi visualizzare il codice del software e modificarlo in base alle proprie esigenze. Il codice sorgente può quindi essere riutilizzato in nuovi software, chiunque può dunque utilizzarlo per creare e distribuire nuovi programmi.

 

Breve storia dell’Open Source

Sebbene la definizione Open Source sia stata coniata nel 1998 da alcuni sviluppatori della comunità Free Software Foundation, l’idea di un software libero nasce tra gli anni Settanta e Ottanta in ambienti universitari e di ricerca.

In quegli anni venivano di consueto scambiati programmi all’interno di queste comunità, un po’ come avviene in cucina condividendo le proprie ricette. Questa condivisione portava persone di diverse università o società a leggere, modificare o prendere spunto dal codice sorgente di programmi sconosciuti che ritenevano interessanti, per poi utilizzarli in altre applicazioni.

Nel 1985, Richard Stallman fonda la Free Software Foundation (FSF), un’organizzazione no-profit per lo sviluppo, la promozione e la divulgazione del software libero in tutte le aree informatiche.

Inizialmente la diffusione in ambito aziendale non riscosse un grande successo, poiché il termine “free” veniva spesso associato a prodotti gratuiti e di conseguenza di bassa qualità. In più negli anni ‘90 a livello enterprise c’era ancora una vasta diffusione di software Closed Source, la cui licenza ne consente l’utilizzo solo in particolari condizioni e ne impedisce la modifica, la condivisione o la ridistribuzione.

Con l’avvento del nuovo millennio, le cose cominciarono a cambiare: i grandi vendor, inizialmente fermi sulle proprie preferenze per i software proprietari, gradualmente cominciarono ad abbracciare atteggiamenti collaborativi e cooperativi, sponsorizzando sempre più progetti Open Source.

Due report di Forrester, il primo nel 2009 (“Open Source Software Goes Mainstream”) e il secondo nel 2019 (“Unlock Open Source Technology’s Full Value”) hanno certificato l’ascesa dei software Open Source. L’ultimo in particolare evidenzia che il 90% delle imprese sfrutta oramai almeno due tipi di tecnologie Open Source, mentre il 55% ne utilizza addirittura cinque o più.

Oggi sono moltissime le aziende che basano le proprie applicazioni strategiche su ambienti Open in alternativa a quelli Closed. Il termine “Open Source” indica ormai quasi una filosofia che celebra lo scambio aperto, la partecipazione collettiva, la trasparenza e la meritocrazia.

 

Utilizzare l’Open Source in azienda

Sono tre le ragioni principali per cui le aziende scelgono di puntare sull’Open: innovazione, risparmio e competitività. All’interno di queste tre categorie principali rientrano però vantaggi più specifici.

Nell’ultimo report annuale di Red Hat “The State of Enterprise Open Source” è emerso infatti che l’Open Source viene principalmente utilizzato per modernizzare le infrastrutture IT (64%), per lo sviluppo applicativo (54%) e per la trasformazione digitale (53%). 

Per le aziende l’Open Source è quindi uno strumento usato per creare soluzioni flessibili ed innovative, dato che è utilizzabile in moltissime aree operative. Di seguito alcuni esempi dei tanti software Open Source che vengono comunemente usati:

  • Suite per l’ufficio come editor di testi, presentazioni, fogli di calcolo (Apache OpenOffice, LibreOffice)
  • Browser per navigare in Internet (Mozilla Firefox, Google Chrome, Opera Browser)
  • Software per l’eCommerce (Magento, PrestaShop, WooCommerce)
  • Editor di immagini (GIMP, Inkscape)
  • Sistemi operativi (Linux, Ubuntu)

 

In Klondike siamo grandi sostenitori dell’Open Source, e per questo abbiamo deciso di rendere disponibile il codice sorgente di alcuni dei nostri algoritmi più richiesti (il frutto di più di un anno di lavoro). Potete scaricare in modo del tutto gratuito i nostri algoritmi andando sulla pagina GitHub di Klondike cliccando qui.

Quale è il nostro obiettivo? Con la nostra piattaforma AI Open Source per CRM, ERP ed eCommerce vogliamo creare le basi per una rivoluzione Open Source.

In che modo? Stimolando la condivisione di idee all’interno di community, puntiamo a favorire la nascita di collaborazioni al fine di migliorare e aggiornare sempre più il nostro progetto. In questo modo, sarà possibile creare nuove applicazioni che porteranno reali e concreti benefici alle aziende.

Supportateci nella nostra rivoluzione AI Open Source condividendo e utilizzando i nostri algoritmi!

Nata come una tendenza interna al mondo informatico, i software Open Source vengono utilizzati tantissimo nella vita quotidiana di tutti noi. Molte persone ne avranno già sentito parlare, ma vengono usati ugualmente e in modo inconsapevole anche da coloro che non conoscono questa tipologia di software. Le aziende hanno acquisito una maggiore consapevolezza. L’adozione dell’Open Source è infatti in continuo e costante aumento, e il risultato principale è che ricopre sempre più un ruolo centrale nel modo in cui le imprese agiscono. Una ricerca condotta da OpenLogic e Open Source Initiative (OSI) sullo stato del software Open Source nel 2022 rivela che, lo scorso anno, il 77% delle aziende ha aumentato il proprio utilizzo di software Open Source. Tra i principali vantaggi indicati dalle aziende intervistate: accesso all’innovazione, modernizzazione e miglioramento continuo delle tecnologie aziendali, riduzione dei costi, capacità di trovare e risolvere bug e malfunzionamenti più facilmente, maggiore sicurezza e riduzione dei rischi. Ma facciamo un passo indietro. Cos’è un software Open Source? La definizione di Open Source Il termine Open Source indica quella tipologia di software il cui codice sorgente viene rilasciato con una specifica licenza che lo rende accessibile pubblicamente. Chiunque può quindi vederlo, modificarlo e distribuirlo liberamente secondo le proprie necessità. Sviluppato tramite un approccio decentralizzato e collaborativo, si basa sulla "peer review", ovvero sulle revisioni effettuate da sviluppatori e professionisti IT, e sul lavoro della community che utilizza il prodotto. In questo modo, chiunque può prendere spunto dal codice sorgente, copiarlo tutto o solo in parte per poi utilizzarlo in altre applicazioni. Inoltre la community può contribuire al progetto, trovando eventuali criticità da correggere oppure scrivendo del codice aggiuntivo che può eventualmente essere integrato all’interno del progetto principale per aggiornarlo e migliorarlo. A differenza dei software proprietari, le soluzioni Open Source risultano essere più economiche, flessibili e longeve. Ricapitolando, un software è considerato Open Source se è disponibile gratuitamente in forma di codice sorgente, con l'utente che può quindi visualizzare il codice del software e modificarlo in base alle proprie esigenze. Il codice sorgente può quindi essere riutilizzato in nuovi software, chiunque può dunque utilizzarlo per creare e distribuire nuovi programmi. Breve storia dell’Open Source Sebbene la definizione Open Source sia stata coniata nel 1998 da alcuni sviluppatori della comunità Free Software Foundation, l’idea di un software libero nasce tra gli anni Settanta e Ottanta in ambienti universitari e di ricerca. In quegli anni venivano di consueto scambiati programmi all’interno di queste comunità, un po’ come avviene in cucina condividendo le proprie ricette. Questa condivisione portava persone di diverse università o società a leggere, modificare o prendere spunto dal codice sorgente di programmi sconosciuti che ritenevano interessanti, per poi utilizzarli in altre applicazioni. Nel 1985, Richard Stallman fonda la Free Software Foundation (FSF), un’organizzazione no-profit per lo sviluppo, la promozione e la divulgazione del software libero in tutte le aree informatiche. Inizialmente la diffusione in ambito aziendale non riscosse un grande successo, poiché il termine “free” veniva spesso associato a prodotti gratuiti e di conseguenza di bassa qualità. In più negli anni ‘90 a livello enterprise c’era ancora una vasta diffusione di software Closed Source, la cui licenza ne consente l’utilizzo solo in particolari condizioni e ne impedisce la modifica, la condivisione o la ridistribuzione. Con l’avvento del nuovo millennio, le cose cominciarono a cambiare: i grandi vendor, inizialmente fermi sulle proprie preferenze per i software proprietari, gradualmente cominciarono ad abbracciare atteggiamenti collaborativi e cooperativi, sponsorizzando sempre più progetti Open Source. Due report di Forrester, il primo nel 2009 (“Open Source Software Goes Mainstream”) e il secondo nel 2019 (“Unlock Open Source Technology’s Full Value”) hanno certificato l’ascesa dei software Open Source. L’ultimo in particolare evidenzia che il 90% delle imprese sfrutta oramai almeno due tipi di tecnologie Open Source, mentre il 55% ne utilizza addirittura cinque o più. Oggi sono moltissime le aziende che basano le proprie applicazioni strategiche su ambienti Open in alternativa a quelli Closed. Il termine “Open Source” indica ormai quasi una filosofia che celebra lo scambio aperto, la partecipazione collettiva, la trasparenza e la meritocrazia. Utilizzare l’Open Source in azienda Sono tre le ragioni principali per cui le aziende scelgono di puntare sull’Open: innovazione, risparmio e competitività. All’interno di queste tre categorie principali rientrano però vantaggi più specifici. Nell’ultimo report annuale di Red Hat “The State of Enterprise Open Source” è emerso infatti che l’Open Source viene principalmente utilizzato per modernizzare le infrastrutture IT (64%), per lo sviluppo applicativo (54%) e per la trasformazione digitale (53%). A seguire troviamo lo sviluppo di quelle applicazioni che ricoprono un ruolo fondamentale nel processo di trasformazione digitale. Per le aziende l’Open Source è quindi uno strumento usato per creare soluzioni flessibili ed innovative, dato che è utilizzabile in moltissime aree operative. Di seguito alcuni esempi dei tanti software Open Source che vengono comunemente usati: - Suite per l’ufficio come editor di testi, presentazioni, fogli di calcolo (Apache OpenOffice, LibreOffice) - Browser per navigare in Internet (Mozilla Firefox, Google Chrome, Opera Browser) - Software per l’eCommerce (Magento, PrestaShop, WooCommerce) - Editor di immagini (GIMP, Inkscape) - Sistemi operativi (Linux, Ubuntu) In Klondike siamo grandi sostenitori dell’Open Source, e per questo abbiamo deciso di rendere disponibile il codice sorgente di alcuni dei nostri algoritmi più richiesti (il frutto di più di un anno di lavoro). Potete scaricare in modo del tutto gratuito i nostri algoritmi andando sulla pagina GitHub di Klondike cliccando qui. Quale è il nostro obiettivo? Con la nostra piattaforma AI Open Source per CRM, ERP ed eCommerce vogliamo creare le basi per una rivoluzione Open Source. In che modo? Stimolando la condivisione di idee all’interno di community, puntiamo a favorire la nascita di collaborazioni al fine di migliorare e aggiornare sempre più il nostro progetto, In questo modo, sarà possibile creare nuove applicazioni che porteranno reali e concreti benefici alle aziende. Supportateci nella nostra rivoluzione AI Open Source condividendo e utilizzando i nostri algoritmi!

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